Prevenzione

bagnettoI neonati, per il non completo controllo motorio, la curiosità e la carenza di conoscenza sui pericoli sono predisposti al rischio di azioni che non sono in grado di compiere in sicurezza. Il compito di proteggerli compete esclusivamente i genitori che grazie a una costante attenzione ai rischi possono evitare situazioni spiacevoli se non irreparabili. La prevenzione può essere attiva (il genitore corre dietro tutto il giorno al bambino senza assumere particolari misure di prevenzione o lo tiene tutto il giorno in braccio) o passiva ed è la più efficace (misure preventive).

Dalla prima settimana al primo mese:

1. anche se il bambino non riesce ancora a fare movimenti rotatori (dalla pancia alla schiena e viceversa) è importante tenerlo sotto stretta osservazione mentre lo si cambia sul fasciatoio, se lo si adagia da solo nel letto , mentre lo si pesa e se lo si mette sul divano per evitare cadute (potrebbe anche semplicemente scivolare).
– Si consiglia l’utilizzo di bilance e fasciatoi muniti di bordi e di adagiare qualcosa al suolo in modo da attutire un’ eventuale caduta.
– Quando si decide di cambiare il bambino assicurarsi prima di avere tutto a portata di mano in modo da non “aver la tentazione” di lasciarlo incustodito.
– Metà degli infortuni nei bambini sono dovute a cadute da fasciatoi e letti: in alcuni casi si rivelano mortali e in altri sono comunque causa di future invalidità.
2. Attenzione alla temperatura del latte nel biberon (controllo al polso), l’utilizzo della bujotte deve essere tale da non procurare ustioni (controllare anche eventuali perdite di acqua) e l’acqua del bagnetto non deve superare i 37°.
3. Fare il bagnetto sempre sostenendo il bambino e non lasciarlo mai incustodito per evitare pericolo di annegamento (bastano pochi centimetri)
4. Accertarsi che le sbarre del letto siano a una distanza massima di 7,5 cm, evitare l’uso del cuscino e accertarsi che il bambino non si possa soffocare con il piumino.

Da 2 a 3 mesi:

Il bambino comincia a girarsi di lato e ad arrampicarsi.
Oltre a quanto detto sopra
1. Adattare il seggiolino auto all’età e al peso del bambino. Evitare di posizionarlo al posto del passeggero se l’auto è dotata di air bag (o disinserirlo se possibile), evitare di lasciare solo il bambino in auto anche solo per un periodo di tempo breve. Il seggiolino fino a 15 mesi va messo in senso contrario alla marcia. Tra le cinture e il corpo del bambino ci deve passare al massimo un dito sennò stringere di più.

Da 4 a 6 mesi:

Il bambino afferra quello che trova a portata di mano, mette in bocca tutto quello che trova (esplorazione) e si gira da pancia a schiena e viceversa.

  1. Aumentare l’attenzione alle cadute da fasciatoio, letto e qualsiasi superficie alta.
  2. Accertarsi che il bambino sia legato sia nel seggiolone che nel passeggino.
  3. Fare attenzione a spigoli (paraspigoli).
  4. Munire di cancelli le scale sia in alto che in basso.
  5. Attenzione a tovaglie (il bambino può tirare un angolo della tovaglia e rovesciarsi addosso quello che si trova a tavola). Utilizzare piuttosto un set di tovagliette.
  6. Non lasciare incustodito il bambino nell’acqua. Se si vuole fare il bagno nella vasca munirsi di seggiolino di sostegno, ma tenere comunque sotto stretto controllo. Se si fa il bagno in mare con salvagente tenere il bambino e non il salvagente (il bambino può sgusciare dalla ciambella).
  7. Non lasciare nel raggio d’azione dei bambini palline o oggetti di diametro inferiore a 4 cm (monetine!) o piccoli alimenti come noccioline, arachidi o piccole caramelle che il bambino potrebbe ingoiare (rischio di soffocamento) o inalare.
  8. Attenzione a fonti di calore che potrebbero provocare ustioni (attenzione al ferro da stiro e al suo cavo, stufe, forni, accendini)

 

Misure preventive per ogni fascia d’età descritta

  1. Prevenzione della morte bianca:
    La sindrome della morte improvvisa del lattante nota anche come sindrome della morte improvvisa infantile o morte inaspettata del lattante oppure in terminologia comune “morte in culla” è un fenomeno che non trova ancora alcuna spiegazione presso la comunità scientifica.
    Si manifesta provocando la morte improvvisa ed inaspettata di un lattante apparentemente sano, la morte resta inspiegata.
    La sindrome colpisce i bambini nel primo anno di vita ed è a tutt’oggi la prima causa di morte dei bambini nati sani. Alcune misure preventive riducono il rischio:
    – Far dormire il bambino sempre sulla schiena.
    – Non fumare durante la gravidanza e poi in presenza del bambino.
    – Coprire il bambino con coperte che possano rischiare di coprire il viso e la testa del neonato.
    – Allattare se possibile il bambino almeno nei primi 6 mesi di vita. E’ stato dimostrato che un’immunizzazione corretta del bambino riduce il rischio.
    – Far dormire il bambino a una temperatura massima di 19 gradi e in una camera con sufficiente ricambio di ossigeno.
    – Non far dormire il bambino nel lettone con i genitori: casi di morte bianca si sono verificati per soffocamento dovuto alla presenza dei genitori.
    – Evitare la presenza di animali nella cameretta e di riempire il lettino di peluche.
  2. Evitare di fumare in presenza di bambini (aumento allergie)
  3. Lasciare medicamenti, detersivi, sigarette, cosmetici fuori dalla portata del bambino così come aghi, forchette, coltelli, matite, penne, piccoli cacciaviti o qualsiasi oggetto appuntito che potrebbero provocare seri danni agli occhi.
  4. Abituatevi da subito a cucinare con i manici rivolti verso il muro.
  5. Attenzione alla presenza di lacci, catenelle, sacchetti di plastica.
  6. Se ci sono delle finestre potenzialmente pericolose munirle di sicurezze per i bambini.
  7. Munite le prese di protezioni.
  8. Controllare che i giocattoli non abbiano piccoli pezzi che possono staccarsi ed essere ingeriti.
  9. Mai lasciare incustodito un bambino con un cane di qualsiasi taglia, con un gatto o con qualsiasi “animale domestico”. Qualsiasi animale reagisce per difesa o fastidio e anche un gesto inopportuno o non gradito del bambino può scatenare una forte reazione che può portare a serie conseguenze.
  10. Se un cassetto o un armadio contiene materiale a cui il bambino non deve avvicinarsi, assicurarsi che non riesca ad aprirlo.
  11. Mai scuotere un neonato, nemmeno per gioco. Il cervello dei neonati è morbido, i legamenti e i muscoli del collo sono fragili e la testa è più pesante del resto del corpo. Per queste ragioni il cervello dei bambini è estremamente vulnerabile ed è particolarmente esposto al rischio di edemi e contusioni cerebrali che si presentano anche con contusioni lievi con soli 5 secondi di scuotimento.
    La sindrome del bambino scosso è una grave forma di lesione alla testa provocata proprio dal violento scuotimento del neonato. Lividi al cervello, gonfiore, sanguinamento nel cervello: quando si scuote violentemente un bambino le vene che corrono lungo la parete esterna del collo possono rompersi e provocare danni permanenti al cervello o addirittura la morte; in altri casi possono verificarsi emorragie alla retina e lesioni al collo e alla colonna vertebrale.
  12. Evitare di tenere in casa piante potenzialmente velenose se ingerite dal bambino: azalea, oleandro, mughetto, narciso, ciclamino, anemone, edera, vischio, agrifoglio, ortensia.
  13. Non utilizzare il girello: Il girello di solito veniva utilizzato intorno ai 6/8 mesi per far stare in piedi il bambino ed insegnargli a camminare, ma con il tempo gli studi hanno avvalorato la tesi di una sua inutilità allo scopo. Il bambino seduto sul girello infatti non appoggia completamente piedi e gambe sul pavimento, e questo non gli permette di utilizzare tutti i muscoli del corpo e dunque di rinforzarli per imparare davvero a camminare.
    Il bambino ha invece un grande bisogno di muoversi: deve imparare a coordinare gambe e braccia, allenare la muscolatura e irrobustirla. Solo allora si sentirà pronto a muovere i primi passi. Nel girello il bambino non sviluppa correttamente postura e muscolatura, ma soprattutto non capisce il senso dell’equilibrio: potrebbe pensare di essere già in grado di camminare anche quando non è ancora pronto, e potrebbe anche non percepire correttamente il senso del pericolo.
    Un bambino che esplora il terreno prima gattonando, poi camminando lentamente, infatti, si mette sempre in posizione di protezione, perché proprio per istinto tende a non andare incontro a pericoli. Un bambino seduto sul girello può invece compiere azioni rischiose, dovute alla maggiore facilità di movimento e al senso di protezione del girello, come per esempio tentare di scendere le scale da solo.
    Il bambino con il girello si accorge di avere, all’improvviso, capacità prima impensabili; la maggiore facilità di movimento consente esperienze a cui il bimbo non è ancora preparato, per cui può effettuare manovre o azioni rischiose, come prendere oggetti che altrimenti non potrebbe raggiungere e come molto spesso accade tentare di scendere delle scale.

Tab content

Prevenzione disturbi visivi

Valentina Soncini

Al Centro Pediatrico abbiamo iniziato un progetto di prevenzione primaria dei disturbi visivi in stretta collaborazione con la nostra oftalmologia Dottoressa Valentina Soncini.

Indicazioni

Prima dei 3 anni

  • in presenza di famigliarità per gravi difetti visivi come miopia, ipermetropia, astigmatismo elevato
  • in presenza di strabismo sospetto

A 3 anni

 

Di routine in associazione o dopo il controllo della sviluppo psicomotorio del bambinoscreening_visivo_Plusoptics

  • esame veloce e indolore
  • nessuna applicazione di gocce !
  • uso di test divertenti per escludere gravi difetti visivi e anatomici
  • correzione nel rispetto dei tempi di maturazione del sistema visivo infantile

 

Presso il Centro Pediatrico del Mendrisiotto usiamo uno strumento NON a contatto con il bambino, simile alla macchina fotografica.

Come si vede dall’immagine il bambino può stare comodamente in braccio alla mamma e l’esame dura pochi secondi.

Ulteriori informazioni al sito della Plusoptics.

Tab content

allergiePREVENZIONE DELLA POLLINOSI

Regole fondamentali

La sensibilizzazione aumenta con la quan­ti­tà di allergene al quale si è esposti.

Meno allergene, meno sensibilizzazione, meno sintomi.

 Durante la pollinazione all’esterno

Evitare un’esposizione massiccia al polline rinunciando alle passeggiate nei campi, ai picknick, ai campeggi nei mesi di maggio-giugno.

Osservare il calendario pollinico ed evitare le vacanze nei periodi di pollinosi (ad es. in montagna in agosto per chi ha allergia al polline del graminacee) per non prolungare la stagione pollinica.

  • Evitare le lezioni di ginnastica e gli esercizi sportivi all’aperto.
  • Mettere un cappellino in testa: così il polline non si appiccica ai capelli.
  • Portare gli occhiali: il polline non entra negli occhi.
  • In auto tenete i finestrini chiusi e inserire l’aria condizionata.

Durante la pollinazione all’interno

Non tenere delle piante e dei fiori a cui si è allergici in casa.

  • Quando si entra in casa: lavare le mani, lavarsi la faccia, evitando di introdurre il polline negli occhi e nel naso. Togliere i vestiti che si portano all’esterno
  • Tenere le finestre della camera da letto sempre chiuse: ventilare unicamente per 15 minuti in serata quando non c’è vento
  • Lavare i capelli prima di coricarsi: evitando così che il polline depositato nei capelli si deponga sul cuscino.
  • Evitare ambienti con fumo, profumi o sostanze irritanti

Cura desensibilizzante

 La cura desensibilizzante per la pollinosi deve essere eseguita per almeno 3 anni consecutivi. I risultati sono eccellenti (guarigione nel 75-80 %). La protezione risulta evidente dopo il 2° anno di trattamento.

scheda PDF da scaricare

Dott. med. Vincenzo D’Apuzzo, Mendrisio

Tab Content
E’ possibile proteggersi dai cancri causati dai virus HPV

papilloma virus prevenzioneRitardare l’inizio dell’attività sessuale (aspettare un’età più matura) e limitare il numero dei partner sessuali diminuisce il rischio d’infezione da virus HPV.

L’uso sistematico del preservativo è indispensabile per proteggersi da infezioni sessualmente trasmissibili, come il virus dell’AIDS.
Il preservativo purtroppo non protegge completamente dai virus HPV, che sono presenti anche sulla cute o le mucose non protette dal preservativo.
Dei controlli ginecologici regolari sono dunque indispensabili per poter individuare e curare le lesioni precancerose. Purtroppo, malgrado tutte queste precauzioni, 70 donne su 100 sono infettate da un virus HPV, 6 donne su 100 sviluppano delle lesioni precancerose e 1 donna su 100 soffre di un cancro del collo dell’utero dovuto a un virus HPV. Tutto questo può adesso essere in larga misura evitato con la vaccinazione.

Tab content