Pediatria come cura globale: la medicina integrata del bambino

immagine per web cromoterapia 2“I bambini sono il nostro futuro. Il nostro futuro comincia con il procurare ai bambini il miglior modo di prendersi cura della loro salute” L’OMS ha definito la salute come: Uno stato di completo benessere fisico, sociale e mentale, e non soltanto l’assenza di malattia o di infermità. “

Questa frase, inserita nella prefazione di un libro di omeopatia pediatrica, da un’indicazione del fatto che chiunque si prenda cura della salute dei bambini debba avere un visione globale del suo piccolo paziente, ed utilizzare in base alle problematiche il mezzo migliore a sua disposizione.

Pertanto a mio avviso la cosa più importante per tutti coloro che si prendono cura della salute di qualsiasi essere umano, ed in particolare di quella dei bambini, è proprio il fatto di considerare la persona nella sua globalità. La vera cura è quella che si avvale della capacità, implicita in ognuno di noi, di essere sani e consideri non solo il sintomo o la causa più evidente di esso, ma il malato nella sua interezza, utilizzando approcci terapeutici che sostengano la forza vitale di ogni essere umano prestando attenzione all’alimentazione, allo stile di vita del paziente, alle sue abitudini, al contesto in cui vive.

Una breve definizione di quelle che sono le modalità di presa in cura della salute:

  • Il National Center for Complementary and Alternative Medicine definisce Medicina Complementare e Alternativa (MCA) l’insieme di sistemi, pratiche e rimedi che in genere non vengono considerati come parte della medicina convenzionale.
  • Medicina Complementare: Si riferisce all’uso congiunto della MCA e della medicina convenzionale, ad esempio l’agopuntura usata in forma addizionale nella terapia del dolore.
  • Medicina Alternativa: Si riferisce all’uso della MCA in sostituzione della medicina convenzionale.
  • Medicina Integrata: Si riferisce alla pratica che combina i trattamenti di medicina convenzionale con la MCA e sopra la quale esistono dati scientifici di comprovata innocuità e ed efficacia.

Per me quest’ultimo è l’approccio corretto, non una opposizione tra medicina farmacologica e medicine non farmacologiche, ma l’unione di ogni possibile disciplina che porti al benessere del nostro piccolo paziente. E’ una componente fondamentale l’attenzione alla prevenzione in ogni aspetto della vita quotidinana, quali l’alimentazione, fin da piccolissimi, l’affettività, la possibilità di sviluppo delle capacità di ognuno (in questo possono aiutarci in alcuni casi ergoterapia e fisioterapia) e il contesto familiare e sociale in cui vive il nostro piccolo paziente.

E’ con questo spirito che sono felice di annunciare che nasce al Centro Pediatrico una collaborazione con Giuliana Poretti, cromopuntrice, ad allargare il ventaglio di trattamenti complementari offerti per il benessere dei nsotri piccoli pazienti.

Cristina Massai

NB. Importante per i pazienti che ricorrono a terapie di medicina complementare appurare che le assicurazioni complementari di Cassa Malati riconoscano le diverse discipline e che quindi rimborsino le prestazioni. 

Nuova offerta di CROMOTERAPIA

Il Centro Pediatrico ha da sempre attenzione alla salute dei bambini nel senso piu’ ampio del termine, con iniziative di formazione per i genitori, ed apertura a molte discipline differenti.

Attualmente quindi, oltre all’osteopatia, con Davide Tieppo, all’omotossicologia con il Dr. Citterio ed all’omeopatia e fitoterapia con la Dr. ssa Massai, sono possibili trattamenti di cromopuntura con Giuliana Poretti, terapista complementare in cromoterapia secondo Peter Mandel.

immagine per web cromoterapiaLa consultazione di cromoterapia è consigliata per:
– Coliche nel lattante
– Disturbi digestivi
– Disturbi del sonno
– Enuresi
– Iperattività
– Paure, ansie, fobie
– Disturbi di concentrazione e apprendimento scolastico
– Dislessia
– Allergie
– Asma e problematiche respiratorie
– Malattie recidivanti (otiti, tonsilliti, bronchiti, raffreddori,…)
– Digrignamento dei denti
– Problematiche della pelle
– Disturbi del comportamento e dell’alimentazione

La riflessologia plantare

Il piede è la nostra base, il nostro contatto con la terra e con la realtà.

Il dottor Fitzgerald constatò che la pianta dei piedi, come pure il palmo della mano, sono divisi in zone o centri di riflesso. Tutti gli organi si vedono così coordinati nelle estremità e i punti di riflesso riproducono schematicamente “in piccolo” lo stato momentaneo della persona.

riflessologia-plantare-bimboLa terapia delle zone di riflesso del piede si avvale unicamente del massaggio manuale alla zona riflessa senza aiuto di apparecchi o di energia elettrica. Una persona sana si riflette in un piede sano, indolore e caldo, la situazione opposta segnala disturbi degli organi interni in modo particolare quando questi sussistono da mesi o settimane. Se l’organo risulta leso o danneggiato, tale stato si ripercuoterà immediatamente sulla zona riflessa che alla pressione delle mani dell’operatore risulterà dolorante o tesa. Accusare un dolore in queste specifiche zone è comunque un grosso ausilio al lavoro terapeutico, in quanto è la sensibilità del paziente che permette la diagnosi e guida la terapia.
Nella stessa misura con la quale si normalizza il contatto con la zona riflessa,
viene riattivata la funzione degli organi malati o danneggiati.

Dolori e tensioni alle zone riflesse fanno anche da campanello d’allarme per malanni non ancora manifesti e permettono così il trattamento profilattico del disturbo.

Questa è una terapia sul “subito e immediato”, già dopo poche sedute il paziente risente subito di un beneficio ad ogni livello.

 

I campi di applicazione

  • riflessologia plantare 2Rilassamento generale
  • Riequilibrante per tutto il corpo
  • Disturbi psicosomatici
  • Dolori muscolo-scheletrici
  • Emicrania
  • Disturbi del sonno
  • Disturbi femminili
  • Ansia
  • Disturbi dell’apparato digerente
  • Squilibri ormonali
  • Disturbi da gravidanza
  • Linfodrenaggio
  • Prevenzione e convalescenza

 

Moira Collovà, terapista complementare diplomata in Floriterapia presso l’Accademia in Floriterapia con indirizzo psicosomatico e psicologico di Mendrisio e successivamente diplomata in Riflessologia Plantare presso l’Istituto in Terapie Naturalistiche di Locarno. 

La Floriterapia, metodo di cura naturale e dolce

mortar and pestle with herbs

La floriterapia nasce dalle mani del medico inglese Edward Bach (famoso immunologo e omeopata) agli inizi del 1900. Trova poi altri seguaci negli anni avvenire, come ad esempio Ian White che negli anni ‘’80 scopre in natura, in Australia, 69 rimedi floreali.

Il dottor Bach aveva capito che la mente del paziente è determinante nella cura di qualsiasi malattia. Egli sosteneva che la malattia è il risultato dello squilibrio tra corpo, anima e mente. Aveva già sviluppato l’idea della presa a carico globale della persona e non solo per il sintomo presentato.

I rimedi floreali da lui scoperti hanno come funzione quello di liberare i blocchi energetici causati dallo squilibrio creato dalle       emozioni negative in cui vive la persona. Si può pensare ad esempio a tristezza, paura, tensione, stanchezza, rabbia, insonnia, ansia, ….

Si tratta di 38 essenze floreali inglesi e di 69 essenze australiane (ve ne sono molte altre nel mondo francese, californiano, himalayano, …), ognuna delle quali agisce su un’emozione particolare e precisa. Ogni rimedio è tratto da un fiore che si trova in natura. Le essenze floreali aiutano a armonizzare tratti disarmonici del carattere, disagi psicologici e disturbi fisici di origine psicosomatica.

Le essenze vengono assunte sotto forma di gocce. Ogni cura è personalizzata al singolo individuo poiché i fiori vengono miscelati tra di loro a seconda delle necessità da riequilibrare del paziente.

I campi di applicazione

  • Herbal medicine or aromatherapy dropper bottle
  • Ansia
  • Stress
  • Difficoltà di apprendimento/studio
  • Insonnia
  • Disturbi femminili
  • Paure
  • Squilibri ormonali
  • Problematiche dell’infanzia
  • Insicurezza
  • Timidezza
  • Gelosia
  • Blocchi psicologici
  • Traumi


Moira Collovà
, terapista complementare diplomata in Floriterapia presso l’Accademia in Floriterapia con indirizzo psicosomatico e psicologico di Mendrisio e successivamente diplomata in Riflessologia Plantare presso l’Istituto in Terapie Naturalistiche di Locarno. 

ARTETERAPIA

arteterapiaCPMHo scoperto che potevo dire cose con il colore che non potevo dire in un altro modo, cose che non avevano parole per essere dette.
Georgia O’keefffe (pittrice statunitense)

CHE COSÉ: L’arteterapia è un intervento di aiuto e di sostegno a mediazione prevalentemente non verbale attraverso l’uso di materiali artistici e si fonda sul presupposto che il processo creativo messo in atto nel fare produce benessere. Attraverso questo processo e le immagini, i messaggi e i contenuti profondi di ciascun individuo possono trovare un modo, un tempo e uno spazio, protetto e accogliente, per poter essere espressi, riconosciuti, valorizzati e modificati all’interno della relazione con l’arteterapeuta.

“L’arteterapeuta offre i materiali affinché il paziente riesca a guardare le sue stesse immagini, a riconoscersi e a sentirsi riconosciuto, e a entrare in contatto con se stesso. L’arteterapeuta offre i materiali affinché il paziente possa raccontare la sua storia, e raccontarla ancora, e poi cambiarla.” (Luzzato, 2009)

PER CHI                                                                       COSA FARE
Arteterapia per bambini e adolescenti con:                    Arteterapia promuove:

– timidezza                                                                             – crescita personale
– rabbia e aggressività                                                          – aumenta la propria creatività
– scarsa autostima                                                                 – aumenta l’autoconsapevolezza
– blocchi emozionali                                                              – rafforza l’autostima
– stati d’ansia                                                                          – attivazione dell’emisfero destro
– lutto                                                                                       – rappresentare le proprie
– malattia                                                                                 emozioni e riconoscerle
– bullismo                                                                                – facilita la concentrazione
– difficoltà relazionali                                                            – incrementare le capacità relazionali
– difficoltà scolastiche                                                           e comunicative
– difficoltà di attenzione

 

A CHI SI RIVOLGE ALL’ARTETERAPIA NON È RICHIESTA ALCUNA ABILITÀ DI TIPO ARTISTICO DAL MOMENTO CHE LA CREATIVITÀ È UN POTENZIALE DI OGNI ESSERE UMANO.

Monica Gerli Onusti diplomata in Arteterapia con indirizzo psicologia generativa IRG, diplomata in psicomotricità e terapista complementare riconosciuta dalle casse malati. Per maggiori informazioni sul sito www.es-pressione.com