Malattie

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Varicella

varicella1La malattia 

Malattia fortemente contagiosa, che si manifesta solo nell`uomo.

Trasmessa dalle goccioline contenute nell`aria, più raramente dal contatto diretto con il contenuto delle vescicole della pelle.

La malattia inizia, a mia esperienza, esattamente 14 giorni dopo il contagio (si parla da 12 a 22 giorni, ma sono eccezioni). Si presenta con vescicole dapprima sul volto, il cuoio capelluto che in breve tempo si diffondono su tutto il corpo causando forte prurito, Raramente febbre alta. Il malessere generale è per lo più causato dal prurito e dalle vescicole che appaiono nelle mucose (occhi, orecchie, genitali).

La manifestazione è più grave quanto è forte il contagio. In effetti nella stessa famiglia il secondo bambino contagiato presenta delle manifestazioni cutanee di regola molto più gravi del primo infetto. Le vescicole più profonde, indipendentemente se sono state grattate o no, possono lasciare delle cicatrici.

Nell’adulto il decorso è più serio soprattutto per il malessere generale causato dalla malattia.

 

Complicazioni

varicella6

Varicella in fratello con un’eruzione molto più marcata e diffusa.

Polmoniti e cerebelliti (disturbi dell`equilibrio) sono rare. Se la varicella è contratta all`inizio della gravidanza può portare a delle complicazioni gravi. Se contratta alla fine della gravidanza la varicella contratta dal feto potrà presentarsi con delle cicatrici dalle ferite avute.

Complicazioni gravi si osservano in pazienti immunodepressi con cortisonici somministrati per bocca o con citostatici. Questi pazienti devono essere trattati subito, appena a conoscenza del contagio, con gammaglobuline endovena e virostatici (Acyclovir) della pelle.
Lo stesso virus è responsabile del fuoco di S. Antonio o Herpes zoster: dopo la guarigione dalla varicella il virus sopravvive all’interno delle cellule del sistema nervoso, nelle radici nervose in prossimità del midollo spinale. In caso di diminuita immunità generale, come frequentemente si vede nell’anziano, il virus si riattiva e provoca la malattia localizzata a zone della pelle innervata dal nervo contagiato.

 

Terapia specifica possibile

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Tipiche pustole di forma variabile molto più marcata e diffusa.

Nessuna trattandosi di un virus. Nella fase precoce dell`incubazione si possono  somministrare un antivirale per bocca oppure delle gammaglobuline endovena in caso di gravi complicazioni.

Cura sintomatica

Bagni frequenti per togliere il prurito
Antiistaminico per bocca (Xyzal, Fenistil)
Pomata o gel sulle eruzioni (Tanno-Hermal Lotio), gel anestetico sulle mucose.
Se dolori alla deglutizione somministrare latte freddo e budini
Se dolori alla minzione lasciar urinare nel bidè in acqua tiepida
Raramente solo su indicazione medica trattamento antivirale specifico

Il decorso nei fratelli e sorelle contagiati è di regola più forte con maggior febbre e un numero maggiore di pustole

Con la varicella si può frequentare la scuola (secondo le direttive del Medico Cantonale)

Vaccinazione

Si tratta di un vaccino vivo attenuato. E` efficace soprattutto nei bambini e negli adolescenti. Si raggiunge una protezione del 90 %. La vaccinazione va ripetuta una volta.

In Svizzera si raccomanda la vaccinazione di tutti gli adolescenti e degli adulti che non hanno contratto la malattia. In caso di dubbio si deve eseguire una sierologia (con prelievo di sangue capillare dal dito) in quanto la vaccinazione è molto cara e non viene attualmente pagata dagli assicuratori malattia.

Con l`inizio dell`anno scolastico 2003 la varicella non viene più considerata una malattia contagiosa da segnalare per l`ammissione nelle scuole pubbliche. Si spera così di diffondere questa malattia, come già fatto in molti cantoni della Svizzera, negli asili e nelle scuole, in quanto molto benigna e con rare complicazioni in questa fascia detà.

Forse, quando disporremo dell`associazione del vaccino al MMR, sarà utile vaccinare i bambini all`età di 12 mesi anche da noi. Per il momento prevalgono argomenti di tipo finanziario e organizzativo. Negli Stati Uniti, dove la vaccinazione è stata introdotta sistematicamente con una copertura del 73-85 % della popolazione, si è osservata tra il 1995 e il 2000 a una riduzione significativa dei casi di varicella del 78 %.
Problemi

Con la vaccinazione sorgono raramente dei gonfiori nella zone d`iniezione e in casi molto rari delle polmoniti.

© Dott. med. Vincenzo D’Apuzzo, specialista FMH in pediatria, CH-6850 Mendrisio aprile 2011

La malattia

morbillo 

Malattia virale, che si trasmette solo nell’uomo e molto contagiosa. Viene trasmessa dalle goccioline contenute nell’aria.Inizia con raffreddore, tosse, congiuntivite e febbre molto alta seguita da un’eruzione caratteristica su tutto il corpo, fotofobia (da fastidio la luce) e febbre alta, oltre i 40° e persistente per circa una settimana.

Complicazioni

Come l’hanno nuovamente dimostrato le recenti epidemie in Svizzera (2003 – 2010)  e in Italia (2001 e 2002) la mortalità nei paesi industrializzati è di circa 1 caso su 3000 malati. Non si tratta dunque di una malattia banale e molte persone, tra cui medici, non si ricordano più delle gravi complicazioni subite in gioventù e del decorso severo avuto.

 1:1000 malati ha un’encefalite (infiammazione del cervello) 
     con in 1/3 conseguenze definitive (ritardo mentale, epilessia ecc.)
     1:3  ha una polmonite che non può essere trattata con antibiotici

epidemia_morbillo

Attualmente (giugno 2011) abbiamo un’epidemia di morbillo in Svizzera di cui diversi casi documentati anche in Ticino.

Non conosciamo i dati dettagliati del Ticino, ma anche da noi si tratta per la maggior parte di giovani adulti.
Di questi casi dichiarati in Svizzera il 40 % erano adulti oltre i 20 anni di cui l’88 % non era vaccinato, il 6 % ha ricevuto una sola dose. Il 10 % è stato ricoverato in Ospedale e il 5 % ha sofferto di una polmonite (23 casi su 485 pazienti).

(D’Apuzzo giugno 2011)

Terapia possibile

Solo di supporto trattandosi di un virus, ricovero ospedaliero per le complicazioni

Vaccinazione

Se la madre è stata vaccinata o ha avuto un morbillo essa protegge il lattante con gli anticorpi che ha trasmesso tramite la placenta per 6 o al massimo fino ai 9 mesi. Per questo motivo la vaccinazione viene eseguita dopo il 9° mese di vita.
Il vaccino è costituito da un virus vivo “attenuato”, ossia ridotto nella sua virulenza tramite diversi passaggi di diverse culture di cellule. Può pertanto imitare in forma ridotta una malattia, esattamente da 8 a 12 giorni dopo l’iniezione, quanto corrisponde al periodo dell’incubazione, con febbre e un’eruzione cutanea. Raramente la febbre persiste oltre i due giorni. Queste complicazioni sono rare. Su 1 milione di vaccinazioni è stato descritto un caso di encefalite. Encefalite che a differenza di quella acquisita con la malattia è 10’000 volte più di frequente e non è mai diventata cronica.
Un grande studio eseguito in doppio cieco su gemelli in Finlandia ha dimostrato come le febbri e le reazioni sovente attribuite al vaccino sono di un’altra origine virale (vedi letteratura).
Il vaccino del morbillo è solitamente combinato a quello della rosolia e della parotite.
In 3-5 % dei casi la vaccinazione non attecchisce alla prima iniezione. Per questo motivo si raccomanda sempre una seconda vaccinazione.
La vaccinazione può essere eseguita per la prima volta a qualsiasi età.

La Malattia

orecchioni

Malattia infettiva, che si manifesta solo nell’uomo. Viene trasmessa dalle goccioline contenute nell’aria e da individui infetti mentre presentano un gonfiore delle parotidi. Meno contagiosa del morbillo evolve nel 30 – 50 % senza che il paziente se ne accorga.

Inizia con un malessere generale, febbre, non sempre alta, affaticamento e in seguito gonfiore delle glandole salivari particolarmente delle parotidi talvolta solo da una parte, a sinistra nell’immagine, la maggior parte dapprima da una e in seguito dell’altra.

Complicazioni

Nel 50 % dei casi di parotite vi è una partecipazione delle meningi. Si tratta di una meningite virale che nel 10 % causa forti mal di testa, vomito e nausea e che richiede una punzione lombare diagnostica per differenziarla da una meningite batterica.
La sordità  o anche solo la perdita parziale dell’udito sono la complicazione più frequente. Negli adolescenti e negli adulti maschi è molto temuta la complicazione dell`orchite, mentre nelle femmine la salpingite: ambedue possono condurre alla sterilità. Terapia possibile Nessuna in quanto malattia virale

Prevenzione: VACCINAZIONE


© Dott. med. Vincenzo D`Apuzzo, Mendrisio (agosto 2004)

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La malattia

Caratteristiche
– Mal di gola e tonsillite
– Febbre alta
– Esantema inizialmente alle ascelle e all`inguine
– Lingua “a fragola”

Agente infettivo: Streptococco b emolitico del Gruppo A

Incubazione: 1 – 3 giorni

Sintomi
– Inizialmente febbre improvvisa e alta (fino a 39°), mal di testa, brividi, mal di gola.
– Dopo 12- 24 ore comparsa di puntini rossi, molto piccoli e prominenti alle ascelle, all`inguine e al collo.
– Viso e guance arrossati, diffusione dell`esantema talvolta al tronco e all`addome.
– Tonsillite accompagnata da forte mal di gola.
– Lingua coperta da patina biancastra e poi comparsa di papille fortemente arrossate.
– Test allo streptococco (striscio della gola) positivo.
– Raramente dopo 2-4 settimane desquamazione al palmo delle mani e dei piedi.

Contagio:
– Dalla comparsa dei primi sintomi di febbre.
– Tramite lo sputo, poco contagiosa.

Terapia:
– Penicillina per bocca.
– Sciroppo o supposte per la febbre (Paracetamolo).
– Pastigliette o soluzioni spray per diminuire il dolore della deglutizione.

Complicazioni (rare se trattata presto)
Glomerulonefrite, cardite, malattie reumatiche.

Per gli adulti: Come per i bambini.

Per i bambini: In caso di presenza degli stessi sintomi dopo 1-2 giorni avvisare il medico per l`esame clinico e del test dello striscio.


© Dott. med. Vincenzo D`Apuzzo, Mendrisio

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La malattia

Little girl with the flu - isolated

A differenza del vero croup, conseguenza della difterite, la laringite sottoglottica è caratterizzata dai seguenti sintomi:

  • comparsa improvvisa verso le 2400-0300 del mattino
  • tosse abbaiante (come un cane o come una foca)
  • respiro affannoso con inspiro rumoroso, ma non rapido
  • forte agitazione e senso di paura
  • rientranza dello giugulo e delle costole mentre respira
  • età: tra i 6 mesi e i 3 anni, raramente dopo i 5 anni

Cause

Per lo più provocato dai virus influenzali, per cui compare soprattutto in inverno.
Raramente è di origine batterica.

Se si ripete di frequente può essere di origine allergica.

Trattamento

  • Umidificare l’aria il più possibile
  • Trasportare il bambino nel bagno, aprire i rubinetti di acqua calda della vasca e della doccia e creare umidità calda
  • Far respirare al bambino l’aria calda e umida
  • Se non migliora entro 5 minuti applicare una delle terapie seguenti:

TERAPIA DELLO PSEUDOCROUP
laringite sottoglottica

  • somministrare 3 pastiglie di Betnesol 0,5 mg idrosolubile – se non migliora entra 30 minuti ripetere il dosaggio – per 3 giorni somministrare ulteriormente 3 volte al giorno 1 pastiglia
  • applicare 3 spruzzi di AxotideÒ 125 ug Spray con BabyhalerÒ  – (5 respiri) – se non migliora entro 30 minuti ripetere lo stesso dosaggio – per 3 giorni somministrare ulteriormente 3 volte al giorno uno spruzzo
  • applicare 3 spruzzi di Axotide 250 ug Spray con Babyhaler – (5 respiri) – se non migliora entro 30 minuti ripetere lo stesso dosaggio per 3 giorni somministrare ulteriormente 3 volte al giorno uno spruzzo

L’aerosol va applicato ogni volta separatamente: 1 spruzzo  e 5-10 respiri, un altro spruzzo e 5-10 respiri

Dott. med. Vincenzo D’Apuzzo, C-6850 Mendrisio

6° Malattia  (febbre dei 3 giorni – esantema subito)

sesta malattia

Caratteristiche:

  • L’esantema compare al termine della febbre.
  • Febbre alta fino a 41° per 3 giorni con stato generale generalmente buono.
  • Macchie rosse sl tronco e all’addome.
  • Lattanti dai 6 mesi ai 2 anni.
  • Agente infettivo: Herpes virus 6.

Incubazione:

Probabilmente da 3 a 5 giorni.

Sintomi

  • Febbre molto alta, fino a 41° rettale, senza altri sintomi identificabili per 3 giorni.
  • Dopo che la febbre scompare di colpo, apparizione di macchie al tronco e all’addome che si diffondono anche alle estremità, per una durata di 2  giorni.
  • L’esantema può cambiare di colpo l’aspetto e la localizzazione.

Contagio:
Dalla comparsa della febbre.
Tramite lo sputo.

Terapia:
Nessuna.
Sciroppo o supposte per la febbre (Paracetamolo).

Complicazioni:
Convulsioni febbrili (per la febbre).


© Dott. med. Vincenzo D’Apuzzo, specialista FMH in pediatria, CH-6850 Mendrisio

La malattia “mani-piedi-bocca”

mani_piedi_bocca1

Attualmente in Ticino e in tutta la Svizzera c’è un’epidemia di questa malattia dallo strano nome derivato dall’inglese Hand, Foot -& Mounth Disease (HFMD).

Si tratta di una malattia esantematica molto comune e benigna che si presenta con febbre, inappetenza, malessere generale e spesso con mal di gola.

Dopo uno o due giorni dall’insorgere della febbre si sviluppano delle macchie inizialmente molto rosse del diametro di 2-10 mm in bocca che si trasformano in vescicole e che sono molto dolorose quando ulcerano. Il bambino ha difficoltà nel mangiare.
In seguito si sviluppa un esantema senza prurito sui palmi delle mani e alla pianta dei piedi. Talvolta si manifestano anche sulle natiche e sui genitali. Questo esantema non è obbligatorio.

Causa
La malattia “mani-piedi-bocca” è causata comunemente dal virus Coxsackie A 16, ma può essere dovuta anche da altri virus coxsackie come pure da enterovirus, incluso l’enterovirus 71.

Trasmissione
La malattia si trasmette da persona a persona per contatto diretto con saliva, secrezioni nasali o per contatto orale con le feci. Le persone sono particolarmente contagiose nella prima settimana della malattia.
L’incubazione è da 3 a 6 giorni dal momento del contagio.

Complicazioni
In genere si tratta di una malattia con un decorso benigno. Bisogna stare attenti che soprattutto i bambini e i lattanti bevano a sufficienza e non si disidratino. Casi di meningite di tipo virale sono stati descritti molto raramente: provate a far baciare le ginocchia al vostro bambino malato che ha mal di testa e febbre alta: se ci riesce è molto poco probabile che possa avere una meningite, soprattutto se è in buone condizioni generali.
Sono pure stati descritti casi di encefalite durante un’epidemia in Asia.

Trattamento
Non esiste un trattamento specifico. Dalla mia esperienza i problemi sono creati dal dolore e dalla difficoltà di assumere il cibo.
Raccomandiamo quindi:

  • Somministrare un’ora prima del pasto previsto da 10 a 20 mg/kg di peso di Paracetamolo (Dafalgan®) sotto forma di supposte o meglio sciroppo.
  • Applicare uno spray antidolorifico e disinfettante nel cavo orale per limitare i dolori con l’assunzione di cibo (Bucco-Tantum®, Collunosol®) prima del pasto.
  • Offrire da bere latte freddo con aggiunta di polvere di malto e cereali
  • Offrire da mangiare budini freddi event. anche dei “fruttoli” freddi.

Quando il bimbo inizia a cibarsi spontaneamente sta guarendo.

Prevenzione
Lavarsi le mani di frequente, evitare il contatto di altri bambini con il malato fintanto che presenta le bollicine.
Non esiste una vaccinazione specifica.

Dott. med. Vincenzo D’Apuzzo, specialista FMH in pediatria

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L’asma

asma

L’asma bronchiale è una malattia cronica delle vie respiratorie. Non trattata compromette la crescita e lo sviluppo del bambino e può portare improvvisamente a situazioni pericolose per la vita. Per questa ragione l’asma viene controllata rigorosamente e trattata con medicamenti efficaci.

Oggi per la terapia dell’asma bronchiale vengono spesso usati medicamenti a base di cortisone. Le preparazioni a base di cortisone sono molto efficaci per combattere l’infiammazione della mucosa delle vie aeree colpite. Il cortisone non riesce purtroppo a guarire l’asma, ma può impedirne i sintomi e le crisi gravi, e permettere una vita normale.

Il cortisone nella terapia dell’asma del bambino
Quanto è pericoloso?

La parola cortisone viene utilizzata come termine generale per descrivere gli ormoni prodotti dalle ghiandole surrenali (“steroidi”) e i medicamenti prodotti artificialmente con effetti analoghi.
La denominazione corretta è corticosteroidi. Questi ultimi fanno parte di una categoria di ormoni che viene prodotta nel corpo umano dalle ghiandole surrenali, un piccolo organo sopra i reni. Un adulto sano produce circa 7-15 mg di cortisone al giorno, indispensabile per molti processi del nostro organismo.

Solo 60 anni fa è stato scoperto che il cortisone è molto efficace per combattere le infiammazioni. Si è cosi trovato per la prima volta un medicamento efficace per la cura dell’asma, una malattia di cui molte persone morivano. All’inizio esistevano solamente pastiglie ed iniezioni. Per poter raggiungere una quantità sufficiente di cortisone nei polmoni con questi metodi, si deve inondare il corpo con delle dosi molto alte di corticoste¬roidi (molteplici milligrammi) (vedi figura, immagine di sinistra). Però, quando si somministrano delle dosi così elevate, il corpo presuppone un quantitativo sufficiente di cortisone. Questo può causare un disequilibrio. Le ghiandole surrenali riducono la produzione propria di corticosteroidi: una situazione che può portare a gravi condizioni di astinenza se la terapia cortisonica venisse interrotta improvvisamente.

Solo con la scoperta, circa 30 anni fa, dell’ aerosol inalatorio si è resa possibile la somministrazione di piccole dosi di cortisone (microgrammi, che corrispondono a 1/1000 di milligrammi) in modo mirato e direttamente sul luogo dell’infiammazione delle vie aeree (vedi figura, immagine di destra). Con i nuovi preparati il cortisone agisce solamente sulle mucose infiammate. Non appena il cortisone entra nella circolazione sanguigna, viene degradato quasi completamente in sostanze metabolicamente inattive. Per questa ragione è possibile eseguire una terapia cortisonica prolungata per anni, anche nei bambini, senza che insorgano degli effetti collaterali.

Cosa sono gli effetti collaterali del cortisone?

Se il cortisone viene ingerito regolarmente in alte dosi (pastiglie o sciroppo) per periodi prolungati – in generale più di due settimane – possono insorgere degli effetti collaterali seri:

  • rallentamento della crescita
  • diminuzione della densità ossea (osteoporosi)
  • aumento ponderale
  • accumulo di grasso inabituale (faccia lunare), e in dosi molto alte, anche con la formazione di una cataratta e di cambiamenti strutturali della pelle.

Questi effetti collaterali sono per la maggior parte reversibili una volta che si diminuisce il dosaggio.

asma2La situazione è completamente diversa quando il cortisone viene inalato: in questo caso il dosaggio è 100-200 volte inferiore alla somministrazione in pastiglie e quindi solo una piccola quantità di cortisone entra nel sangue, dove viene immediatamente inattivato. Con i dosaggi abituali di 200-500 microgrammi al giorno non si verificano di regola degli effetti collaterali. Un ritardo di crescita può verificarsi con dei dosaggi molto alti, ma si sa pure che i bambini asmatici raggiungono un’altezza da adulto normale anche dopo anni di terapia inalatoria con corticosteroidi. Durante l’uso di steroidi inalatori possono insorgere soprattutto dei problemi locali come infezioni da candida nella bocca (mughetto) e raucedine.

Come si possono evitare gli effetti collaterali?

Per principio un bambino non dovrebbe assumere cortisone in forma di sciroppo o pastiglie per più di una settimana, a meno che non sia stato prescritto per una ragione specifica dal medico. Un bambino che inala cortisone deve essere visitato dal medico regolarmente (ogni 3-6 mesi). Il cortisone dovrebbe essere inalato sotto forma di aerosol solo con l’uso di un distanziatore. Il cortisone inalato rimane in parte anche nella cavità boccale ed è quindi importante risciacquare sempre la bocca o mangiare qualcosa dopo l’inalazione. Il cortisone viene cosi risciacquato nello stomaco dove viene inattivato dall’acidità gastrica. In caso di utilizzo della maschera inalatoria (bambini piccoli) si consiglia di lavare bene la faccia con uno straccetto umido.

Quale dose di cortisone non è pericolosa?

In caso di una crisi asmatica acuta, il bambino necessita di alte dosi di cortisone, in generale plurimi milligrammi (per esempio Prednisolone 1-2 mg/kg) al giorno per 3-5 giorni. In queste situazioni, le vie aeree sono fortemente ostruite ed è necessario somministrare queste alte dosi sotto forma di sciroppi o pastiglie. Queste terapie cortisoniche intensive « pulsatili » non sono pericolose se vengono eseguite meno di 4-5 volte all’anno.
Lo scopo della terapia preventiva con cortisone inalato è di evitare crisi asmatiche acute. Il cortisone viene cosi inalato in piccole dosi durante mesi o anni. Essendo le vie aeree aperte, il cortisone inalato giunge bene dove deve agire, ossia sul punto dell’infiammazione. Le dosi di cortisone di 200-500 microgrammi inalate quotidianamente sull’arco di un anno, corrispondono alle dosi di cortisone ingerite per una singola crisi asmatica durante 3-5 giorni.

Sulla base delle conoscenze attuali, si sa che il cortisone può essere inalato senza pericolo per anni, se inalato correttamente e alla condizione che il dosaggio di 500 microgrammi al giorno (per il Budenosid 800 µg) non venga superato.

In caso di domande, rivolgetevi al medico curante

Statistiche

enuresi

a 3 anni : solo il25 % dei maschi sono puliti di notte

a 4 anni: 70 % dei maschi sono puliti di notte

a 5 anni: 75 % dei maschi sono puliti di notte

a 6 anni: ancora il 20 % dei maschi e il 18 % delle femmine non sono ancora puliti di notte = 1 maschio su 5


Schiarimento diagnostico

Prova di concentrazione durante 48 ore

  • Raccogliere l’urina come indicato sabato e domenica
  • Segnare tutte le assunzioni di liquidi sabato e domenica

Valutiamo così:

  • l’eliminazione dei liquidi in rapporto alla loro assunzione
  • la concentrazione massima raggiunta nelle urine e l’eventuale urina residua dopo minzione (con ecografia)
  • la presenza di un’eventuale infezione urinaria
  • la presenza di un’eventuale malformazione delle vie urinarie

Terapia

enuresi2

  1. Ridurre l’assunzione di liquidi durante la sera e la notte (bere solo per calmare la sete)
  2. Annotare nel calendario giorno per giorno se il letto è asciutto
  3. Ricordarsi di gratificare ogni volta
  4. Rinforzare la gratifica ogni 3 successi consecutivi (papà, nonni)

Terapia medicamentosa con antidiuretici:

1 compressa o 1 spruzzo prima di coricarsi

se non bagna più il letto proseguire per 8 settimane
se bagna ancora il letto dopo 2 giorni aumentare il dosaggio a 2 pastiglie o 2 spruzzi mantenere questo dosaggio per 8 settimane
se non bagna più il letto ridurre di ½ pastiglia o di 1 spruzzo ogni 4 settimane

Se continua a bagnare il letto, rivalutare la situazione da noi

Sostegno           

  • E’ molto importante gratificare il bambino
  • E’ molto importante non castigare il bambino
  • E’ molto importante ricordare al bambino che altri in famiglia l’hanno fatto e ci sono riusciti
  • E’ molto importante gratificare il bambino giornalmente!

 

Costipazione cronica

costipazione2

Il problema

Si tratta di un problema frequente quando il bambino acquisisce la continenza.

Nel bambino la costipazione o stitichezza cronica può manifestarsi con feci molto dure e defecazioni dolorose o con perdita continua di feci pastose. In quest’ultimo caso c’è una ritenzione importante di feci nell’intestino crasso. Il dolore può essere causato da ragadi che possono sanguinare facilmente.

La terapia

Trattandosi di un sintomo che dura da lungo tempo è importante che si curi anche per un periodo molto lungo, solitamente per mesi.

Alimentazione

Deve essere particolarmente ricca di fibre quindi: pasta integrale, biscotti integrali, cereali integrali nello yogurt, pane integrale. Importante la somministrazione abbondante di liquidi.

Terapia medicamentosa

Duphalac® o Gatinar®: Sciroppo contenente uno zucchero che non viene riassorbito (il lattulosio) e quindi aumenta la fermentazione delle feci.
Laxamal®t: un lassativo vegetale in polvere che può essere mescolata allo yogurt o a altri liquidi.
Transipeg®: un lassativo a base di sali minerali e bicarbonato che aumentano il riassorbimento di liquido nell’intestino.

E’ importante che i medicamenti vengano assunti contemporaneamente Questi non creano dipenden-za, vanno assunti per mesi e vanno ridotti progressi-vamente solo quando la defecazione si è regolarizza-ta.
Mikrocliss o Practocliss: clisteri evacuativi se soprattutto all’inizio le feci sono molto dure.
Gratificare il bambino se defeca regolarmente

© Dott. med. Vincenzo D’Apuzzo, Mendrisio

I pidocchi

Cosa sono?

pediculosi

I pidocchi sono piccoli insetti che vivono cibandosi del sangue dell`uomo. Il pidocchio che vive sul capo è lungo da 2 a 4 millimetri ed ha un colore grigio-biancastro. Si attacca alla base del capello e punge il cuoio capelluto. Deposita un liquido che provoca prurito.

Si riproduce attraverso le uova, chiamate lendini. La femmina del pidocchio vive circa 3 settimane e depone 300 lendini che si schiudono dopo 7 giorni dalla deposizione. Le lendini sono di forma allungata, traslucide e di colore bianco o marrone chiaro, e sono appena più piccole di una capocchia di spillo. Sono tenacemente attaccate al capello, soprattutto all?altezza della nuca, sopra e dietro le orecchie.
Al di fuori del corpo umano il pidocchio può sopravvivere solo 2 o 3 giorni, mentre le uova possono rimanere vitali per una decina di giorni senza arrivare alla schiusa.

Come si trasmettono?

Il contagio avviene sia per contatto diretto (tra persona e persona) sia per contatto indiretto (utilizzo in comune o scambio di spazzole, pettini, cappelli, sciarpe, cuscini, etc.). Contrariamente a quanto pensano in molti, il pidocchio non salta da una persona all’altra e l`infezione non è segno di cattiva igiene. L`infestazione non è associata alla lunghezza dei capelli.

Come è possibile scoprirli?

pidocchi

Solitamente il prurito è il sintomo principale. Guardando attentamente tra i capelli, vicino alle orecchie o all’altezza della nuca è possibile vedere le lendini. Non bisogna confonderle con la forfora, quest’ultima facilmente rimovibile.

Come si eliminano?

Per favorire il distacco delle lendini è utile pettinare i capelli con un pettine fitto, meglio se bagnato con aceto, oppure risciacquare i capelli con acqua e aceto.

Un secondo trattamento è consigliato dopo 8-10 giorni per eliminare eventuali insetti nati nel frattempo da lendini ancora vitali.

I vestiti, la biancheria da letto o da bagno devono essere lavati subito dopo il trattamento per evitare reinfestazioni. Il lavaggio a caldo in lavatrice (almeno 60° C) o il lavaggio a secco consentono l`uccisione degli insetti. Spazzole e pettini vanno immersi per 10 minuti in acqua calda (più di 60° C), in alternativa, possono essere immersi in una soluzione acquosa dell`antiparassitario usato per il trattamento. Prestare particolare attenzione anche ad alcuni effetti personali come i pupazzi di peluche o di pezza che possono “trattenere” dei pidocchi vivi.

In caso d`impossibilità al lavaggio, i pidocchi residui possono essere efficacemente eliminati lasciando gli indumenti e gli oggetti chiusi in un sacchetto di plastica per almeno 72 ore (3 giorni).

Per essere sicuri di stroncare l`infestazione è necessario ispezionare attentamente il capo d`ogni persona convivente per escludere la presenza di pidocchi o lendini. Nel caso di presenza sospetta procedere al trattamento.

Trattamento consigliato

Recentemente si è scoperto che un trattamento senza insetticidi è pure efficace. Si tratta del Dimeticon, un silicone usato da tempo nella cosmetica e che è efficace sia contro i pidocchi stessi che contro le uova. Il principio consiste nella copertura fisica dei pidocchi con questo prodotto e con il loro soffocamento. Se l’infestazione è molto grande vale la pena ripetere il trattamento da una a due volte ogni settimana.

  • Pedicul Hermal (Dimeticon = olio di silicone)
    applicare il prodotto sul capello asciutto e massaggiare
    lasciar agire il liquido al minimo 10 minuti
    pettinare i capelli con il pettinino allegato alla confezione
    lavare in seguito i capelli con acqua calda e usando a due riprese il solito sciampo
    nei prossimi 10 giorni controllare regolarmente se si trovano nuovi pidocchi o nuove lendini.
    in quest`ultimo caso ripetere il trattamento1 confezione è sufficiente per capelli di lunghezza media.

Si possono prevenire?

Pidocchi2

Un trattamento scrupoloso elimina facilmente i pidocchi, anche se non protegge da future reinfestazioni dato che nessun prodotto ha effetto preventivo.

Alcune misure possono però essere usate per ridurre il rischio di trasmissione dei pidocchi:

  • Evitare di prestare e scambiare oggetti personali (pettini, sciarpe, cappelli, asciugamani, …)
  • Evitare di ammucchiare capi di vestiario (es. a scuola, in palestra, …)

Controlli dei capelli possono essere fatti una volta la settimana, soprattutto da agosto a novembre per accertarsi che non ci siano lendini. In caso di presenza di lendini controllare il capo di tutti i familiari.

Agire tutti insieme!

Quando in una scuola si verificano dei casi di pidocchi è importante che tutti seguano scrupolosamente le indicazioni date per evitare il prolungarsi dell`infestazione.

I pidocchi non rappresentano un pericolo per la salute dei bambini rappresentano un pericolo per la salute dei bambini ma devono essere combattuti sia per un maggior benessere dei bambini sia per motivi igienici.

I genitori rivestono un ruolo importante: tutte le misure sono inutili senza l`impegno attivo delle mamme e dei papà. Essi sono i garanti della buona esecuzione delle indicazioni date dal medico scolastico e dalla scuola.

Testo ripreso da Dipartimento delle opere sociali Ufficio del medico cantonale Settembre 2000.
Ringrazio sentitamente la signora Alessandra Galfetti per avermi messo a disposizione questo documento.

Nuovo trattamento con aria calda

pidocchi-aria-calda

Un nuovo metodo è stato indagato e pubblicato nel Pediatrics del 2006. 169 bambini infestati da pidocchi sono stati sottoposti per 30′ a un Föhn ad aria calda a una temperatura leggermente inferiore a quella usata normalmente con l’asciugacapelli. Nell’88 % dei casi le uova non presentavano più pidocchi vivi, mentre i pidocchi stessi sono stati eliminati nell’80 % dei casi. Perché non provare. costa poco, ci vuole un po` di tempo e si può sicuramente provare più volte. Condizione: 30 minuti di trattamento continuo e i bambini devono stare fermi !!!
D’Apuzzo (giugno 2007)

Informazioni supplementari di ottengo al sito: http://www4.ti.ch/fileadmin/DSS/DSP/UMC/medicina_scolastica/raccomandazioni/0701_pedic.pdf

 

dal Sito del Medico cantonale nelle lingue seguenti: italiano – albanese – portoghese – spagnolo – serbocroato – tedesco e turco

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Il cancro del collo dell’utero e il papilloma virus

papilloma virus

Il papillomavirus umano causa il cancro del collo dell’utero.

Alcuni tipi di questo virus possono alterare patologicamente le cellule sane del colle dell’utero.
Queste cellule, molto lentamente, da alcuni anni fino a diversi decenni, possono svilupparsi e evolvere in un cancro del collo dell’utero.

Ogni donna che viene infettata dal papillomavirus umano ha potenzialmente il rischio di sviluppare questo tipo di cancro.

La diagnosi viene posta nel 40 % delle donne tra i 35 e i 54 anni. Sappiamo però che la maggior parte di esse sonno state infettate molto presto e generalmente durante l’etàdai 16 ai 25 anni.

Questo virus si trasmette tra gli umani per contatto tra gli organi genitali, anche senza rapporti sessuali.

Come viene diagnosticato il cancro del collo dell’utero?

La misura preventiva finora regolarmente applicata è lo striscio vaginale, il PapTest, che la maggior parte delle donne conoscono molto bene. Si tratta di una misura semplice ed efficace per diagnosticare uno stadio anche iniziale della malattia. Il cancro può allora essere trattato con successo.

La maggior parte delle donne che sono state infettate dal virus riescono a sconfiggerlo in modo naturale.

Si stima che il 70 % di tutte le donne e di tutti gli uomini entri in contatto con il papillomavirus umano.

Ogni anno in Svizzera si ammalano circa 340 donne di cancro del collo dell’utero e ne muoiono circa 100. Quasi la metà delle pazienti ha meno di 50 anni.

Nei Paesi industrializzati l’incidenza è nettamente diminuita negli ultimi decenni e questo grazie alla miglior igiene e alle misure di diagnosi precoce («striscio oncologico» dal ginecologo). Per contro, nei Paesi in via di sviluppo il cancro del collo dell’utero si presenta con maggiore frequenza e il decorso della malattia è più spesso letale.
A livello mondiale, il cancro della cervice uterina è il secondo tumore più diffuso nelle donne.
(http://www.swisscancer.ch/fileadmin/swisscancer/praevention/files/FAQ-HPV-Impfung_i_def-180107.pdf)

Prevenzione (mettere link)

Vaccini (mettere link)

Direttive della Lega svizzera contro il cancro PDF (non c’è il link)